venerdì 4 dicembre 2015

Penny Dreadful - La recensione

Introduzione

Colui che a lungo combatte i mostri
dovrebbe guardarsi
dal diventare egli stesso
Mostro.

Frederich Wilhelm Nietzsche





Nel diciannovesimo secolo la città di Londra diede alla luce un genere letterario di ispirazione popolare, grezzo, fosco, figlio delle nebbie e i vapori del Tamigi e dalle gelide notti londinesi.
Questa nuova forma narrativa in poco tempo acquisì una grande notorietà ed espansione, diffondendosi in maniera capillare attraverso tutta la sfaccettata gamma della società vittoriana dell'epoca, dal proletariato alla ricca borghesia e la nobiltà decadente.





Le pubblicazioni in questione, che uscivano periodicamente e a prezzo stracciato, erano chiamate proprio in virtù della accessibilità e del tenebroso fascino della materia delle storie - trattandosi infatti di racconti gotici, oscuri e sanguinosi, storie di mostri e fantasmi, di scarsa qualità ma sufficientemente fantastici e terrificanti da stuzzicare l'immaginazione del popolo incolto come dell'aristocrazia annoiata - con il nome di “penny dreadful” (che potremmo tradurre con: “spaventi da pochi centesimi”; gli ideali antenati dei nostri Piccoli Brividi, per intenderci).
È a questa narrativa, forse non la più elevata forma d'arte che la letteratura inglese abbia mai prodotto, ma in grado di influenzare addirittura le penne di degni e rinomati autori quali J.M. Barrie (il padre di Peter Pan) e di Robert Stevenson, che si ispira la serie televisiva omonima.

Autore

Penny Dreadful, di proprietà della Showtime - il network televisivo produttore, tra le altre cose, di Masters of Sex, Homeland e degli scabrosissimi Tudors - è una serie trasmessa nelle reti americane a partire dal Maggio 2014, nata dalla mente dello sceneggiatore John Logan (che tra i suoi lavori annovera film quali Il gladiatore, L'ultimo samurai e Sweeney Todd - opera, quest'ultima, che influenzerà profondamente la stesura del telefilm).

Trama

La premessa è semplice: creando uno scenario a metà tra il dramma storico  -magnifica e accurata la ricostruzione di una Londra Vittoriana, sporca, cupa e ostile - e il racconto dell'orrore, Logan immagina di riunire alcuni dei più iconici personaggi della letteratura inglese ottocentesca, dal dottor Frankenstein alla famiglia Murray (Sir Stoker, Mina ti manda i suoi saluti!) all'enigmatico e centenario efebo Dorian Gray, attingendo al loro patrimonio culturale per rielaborare le rispettive storie in un intreccio vorticoso, originale, che dona nuova linfa a caratteri delle cui figure l'immaginario cinematografico e letterario moderno ha fatto largamente uso (e aggiungerei abuso: non nutro simpatia per vampiri sbrilluccicanti e Mostri di Frankenstein bellocci e superomistici).

Protagonista è l'eterogenea combriccola capitanata da Sir Malcom Murray e la sua protetta, Vanessa Ives (inizialmente indecifrabile il rapporto tra i due, verrà poi analizzato e svelato nel corso della vicenda) accompagnati dal fedele e taciturno servo Sembene, l'avventuriero americano Ethan e un ambiguo e talentuoso dottore di nome Viktor - sì, proprio lui, avete pensato bene.
Questo improbabile gruppo dovrà nel corso degli episodi cimentarsi in una “quest”, una vera e propria Chanson de Geste (che di cavalleresco ha ben poco), alla ricerca della giovane pulzella in pericolo (che di pulzella ha soltanto le sembianze) Mina, figlia del Barone, la quale a quanto sembra è stata rapita da un losco figuro dai canini affilati e una particolare predilezione per le bistecche al sangue.

Questo impianto tradizionale, il leitmotiv della “missione di cerca” di un gruppo di eroi, sul quale da secoli si sviluppano romanzi, ballate, canzoni e film, in Penny Dreadful è arricchito e sviluppato dall'avvicendarsi, in una continua danza di citazioni, rimandi, riferimenti, di tutte le figure letterarie di cui sopra: a partire da un attraente e quanto mai anticonformista Dorian Gray, ad un attempato e incanutito Van Helsing, alla Creatura, alle Streghe, ad un (in)sospettabile Licantropo, fino ad arrivare ai tanto celebri quanto bistrattati Vampiri (ispirati più all'inimitabile Bela Lugosi che ai lustrini ambulanti di Twilight); e, a ricoprire e macchiare le mani e i volti di ciascuno di loro, il grande protagonista: il Sangue. Sangue che sgorga a fiotti dalle ferite, che tinge le vesti candidi e verginali delle fanciulle, che affiora dalle labbra di una tisica, che insudicia le mani profanatrici del dottor Frankenstein e quelle omicide di tanti, tanti altri personaggi. Nessuno si salva da questo torrente vermiglio, nessuno viene risparmiato. Nessuno è innocente.

Personaggi principali

Vanessa Ives:Vero motore portante della serie, Eva Green si cala nelle vesti di una misteriosa e affascinante giovane donna, regalandoci una prestazione monumentale, strepitosa (e lo dice uno che non la ama particolarmente). Capace di percorrere con grazia quella sottile lama di rasoio che separa il grottesco dal melodrammatico nei quali un simile ruolo rischiava di sprofondare, la Green tratteggia un personaggio intenso, coraggioso, sofferente e torturato ma che rifiuta di perdere la propria dignità e cedere a compromessi con l'oscurità che si troverà ad affrontare. Penny Dreadful varrebbe una visione anche soltanto per lei.



Sir Malcom Murray: interpretato da Timothy Dalton, è un vecchio leone segnato dalle battaglie e dai lutti, ma non ancora domato. In passato grande esploratore, è con lo stesso vigore e feroce determinazione della giovinezza che si getta alla caccia della figlia Mina, disposto ad alcun compromesso pur di trovarla.



Ethan Chandler: interpretato da un sorprendentemente bravo Josh Hartnett, nei panni di un micidiale pistolero dal passato tormentato e custode di un pericoloso segreto. Inizialmente presentatosi come un rude e ignorante uomo d'azione, si rivelerà ben più complesso e sorprendente.


Victor Frankenstein: lo scienziato pazzo che non ti immagini. Il più giovane della compagnia, Harry Treadaway è un anatomopatologo dallo sguardo spiritato e il fisico gracile, tanto versato per lo studio del corpo umano quanto poco lo è per quello dei rapporti sociali; si rivelerà un prezioso alleato quanto un ricercatore privo di scrupoli.


Realizzazione tecnica

La Londra ricostruita da Logan è a mio avviso perfetta: decadente, buia, battuta dai venti e sommersa nelle nebbie, irta di pericoli e colma di segreti e depravazioni; il perdersi nei suoi vicoli, nelle segrete di pietra, nei musei delle cere, teatri d'epoca, pontili cigolanti e immersi nell'oscurità, strade affollate di mendicanti, prostitute, tagliagole e creature maligne è un'immersione coinvolgente e affascinante, aiutata da una fotografia estremamente pulita e che indugia sui toni del grigio e del rosso, una cinepresa fluida con alcune inquadrature stupende, di grande armonia e nitore.
Ottima colonna sonora e comparto audio, vi ritroverete a sussultare sulla sedia ad ogni scricchiolio della grande casa gentilizia di Sir Murray e agli innumerevoli sussurri che popolano le notti Londinesi; nota di merito la sigla iniziale, non certo ai livelli di capolavori quali quella di Games of Thrones, ma accattivante e molto orecchiabile (mi sono ritrovato più volte a canticchiarla durante le mie giornate)

Voto finale

8,5/10



Penny Dreadful è un'opera prima molto, molto buona. Non un capolavoro, presenta alcune imperfezioni, qualche calo di ritmo, un paio di scene o dialoghi non riusciti, qualche sbavatura recitativa; più simile ad un diamante grezzo che ad un cristallo di Baviera, ha però una forza genuina, il coraggio di innovare un genere che iniziava a puzzare di stantio, e una solida ed eccellente realizzazione tecnica e artistica. Se avete voglia di venire suggestionati, emozionati, coinvolti e perché no terrorizzati da una Danse Macabre estremamente vitale e ammaliante, questo è il telefilm che fa per voi.

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